5 principali differenze legali in PMA tra Italia e Spagna

Legislazione italiana e spagnola in PMA

Legislazione italiana e spagnola a confronto in materia di PMA.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) offre una speranza alle persone e alle coppie che hanno problemi di fertilità. Tuttavia, i quadri giuridici che riguardano la PMA variano da Paese a Paese, riflettendo prospettive culturali, sociali ed etiche. In quest’articolo esploriamo le cinque principali differenze nella legislazione italiana e spagnola in materia di procreazione medicalmente assistita. Sebbene entrambi i Paesi condividano una ricca storia e un patrimonio culturale, i loro approcci alla fecondazione assistita differiscono in modo significativo in termini di opzioni disponibili e limiti legali.


Molti pazienti italiani mi riferiscono spesso i loro timori legali riguardo alle procedure di fecondazione assistita. Non sono un avvocato, ma l’esperienza maturata lavorando dalla Spagna con pazienti italiani mi ha permesso di avere un’ampia visione dell’argomento. Nell’articolo cercherò di esplorare almeno cinque principali differenze giuridiche tra Spagna e Italia, facendo luce sugli approcci divergenti adottati da entrambe le nazioni.

Le 5 principali differenze nella legislazione Italiana e Spagnola in termini di PMA

1.- Accesso alle tecniche di procreazione assistita

La Spagna si è affermata come un Paese progressista in termini di tecniche di procreazione assistita. Nel 2006 il governo spagnolo ha approvato una legge pionieristica che consente a tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dallo stato civile, di accedere alle tecniche di procreazione assistita. Questo approccio inclusivo ha reso la Spagna una destinazione popolare per i trattamenti di fertilità, attirando pazienti da tutto il mondo.

L’Italia, invece, segue una posizione più conservatrice. Il quadro normativo italiano mira a preservare le strutture familiari tradizionali e limita le scelte di individui e coppie che desiderano ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita. La fecondazione eterologa, che con la legge 40 era stata proibita fino al 2014, oggi è di facile accesso solo alle coppie eterosessuali. Donne single e coppie di donne devono ancora rivolgersi alle cliniche estere per poter accedere ai trattamenti di ricezione di gameti.

2. – Donazione di gameti e compenso economico

Un’altra differenza significativa tra Spagna e Italia in termini di Fecondazione eterologa riguarda il compenso per le donatrici di ovociti. La donazione di gameti in Spagna si effettua da tanti anni ed è così radicata nella cultura spagnola che è facile trovare delle ragazze disposte a effettuare trattamenti di stimolazione ovarica per poter donare i propri ovociti.

In Italia, la legge 40 del 2004 ha proibito per molti anni, l’accesso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Nel 2015, con una sentenza della Corte Costituzionale è stata dichiarata l’illegittimità di tale divieto. Ma il vuoto di 11 anni in materia di donazione di gameti ha determinato un freno nello sviluppo di tale tecnica incidendo in maniera evidente anche nella cultura del paese. Oggi è ancora praticamente impossibile trovare delle ragazze disposte a sottoporsi a stimolazione ovarica per donare i propri gameti.

Ma, oltre al vuoto culturale, una differenza sostanziale tra i due paesi risiede nella previsione di offrire un compenso per la donazione di gameti. In Spagna, le donatrici di ovociti ricevono un compenso economico legalmente riconosciuto per le spese che devono affrontare durante la stimolazione: spostamenti verso il centro di PMA durante il monitoraggio, permessi sul lavoro, ecc. In Italia tale tipologia di remunerazione è assolutamente proibita.

La legislazione spagnola e italiana in PMA mantengono in comune la fermezza sull’anonimato della donazione di gameti.

3. – Utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica

La produzione di embrioni in surplus nei trattamenti di Procreazione assistita non può essere controllata, nonostante si proceda con terapie mirate e trattamenti personalizzati. Esiste così la possibilità di aver raggiunto il sogno di ingrandire la propria famiglia e disporre di embrioni propri crioconservati. Nonostante non siano previsti studi scientifici sugli embrioni, in Spagna è possibile esprimere il proprio consenso alla donazione degli embrioni in surplus per la ricerca scientifica. Sarà obbligo dei pazienti occuparsi di pagarne le spese di mantenimento in clinica.

In Italia continua a rimanere in vigore il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica. Gli embrioni in surplus potranno essere utilizzati solamente dai pazienti che hanno effettuato il trattamento.

4. – Donazione di embrioni a fini riproduttivi e soppressione secondo la legislazione e italiana e spagnola in PMA

Sempre in termini di embrioni in surplus, in Spagna le coppie possono esprimere il loro consenso a donare gli embrioni in surplus a fini riproduttivi, dando la possibilità di adozione a coppie etero, coppie di donne e donne single. L’unico limite che viene posto è quello di creare liste d’attesa assegnado gli embrioni in base al fenotipo. Allo stesso modo, sempre dietro consenso informato, è possibile autorizzare il centro alla soppressione degli embrioni in surplus. Tale consenso dev’essere accompagnato da documentazione di professionisti medici estranei alla clinica in cui sono stati crioconservati gli embrioni. Nel certificato i medici specialisti dovranno indicare che la paziente non potrà procedere al trasferimento degli embrioni in surplus perché sarebbe un rischio per la sua salute.

In Italia vige lo stesso divieto di cui parlavano al punto 3, gli embrioni in surplus non possono essere donati a fini riproduttivi così come non è possibile procedere alla soppressione degli stessi. I pazienti potranno trasferire gli embrioni in surplus in tentativi successivi sempre e quando lo stato di salute della paziente non ne sia compromesso.

5. – Genitorialità legale e coppie dello stesso sesso

La Spagna ha compiuto passi progressivi per riconoscere la filiazione legale delle coppie dello stesso sesso nella PMA. Dal 2005 la legge spagnola ha riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso concedendo pari diritti in termini di accesso alle procedure di procreazione assistita. Entrambi i genitori di una coppia omosessuale possono essere legalmente riconosciuti come genitori di un bambino nato attraverso la fecondazione assistita, garantendo pari tutela e status giuridico a tutte le famiglie.

L’Italia, tuttavia, non estende lo stesso riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso, nonostante negli ultimi anni abbia compiuto passi significativi verso il riconoscimento delle relazioni omosessuali. Di conseguenza, solo uno dei due partner di una coppia omosessuale può essere riconosciuto come genitore legale, mentre l’altro partner non ha diritti genitoriali legali. Nel caso del Metodo Ropa, a cui è possibile fare ricorso solo all’estero, e che prevedere che entrambe le donne partecipino nella gravidanza (una come donatrice e l’altra come ricevente), solo alla gestante viene riconosciuta l’affiliazione del nascituro.


Conclusioni: Le differenze nella legislazione italiana e spagnola in materia di procreazione medicalmente assistita evidenziano gli approcci divergenti adottati dai due Paesi. Mentre la Spagna adotta un approccio più progressista e inclusivo, il quadro giuridico italiano rimane più conservatore e restrittivo. La comprensione di queste differenze giuridiche è fondamentale per le persone e le coppie italiane, in quanto consente loro di prendere decisioni informate sulla base dei quadri giuridici dei rispettivi Paesi.

Angela Arlotta

arlotta.angela@gmail.com

Sono Angela Arlotta, Fertility coach con oltre 11 anni di esperienza in trattamenti di Procreazione assistita. Molti pazienti mi considerano il loro "angelo" per averli sempre seguiti con amore. Io mi considero semplicemente una persona che con umiltà e dedizione prende a cuore ogni caso e lo trasforma nella sua più grande missione: dare un appoggio scientifico ed emotivo a tutti i pazienti che devono effettuare un trattamento di PMA.

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