Poliabortività in PMA, cause ed esami

POLIABORTIVITÀ IN PROCREAZIONE ASSISTITA, CAUSE ED ESAMI

La poliabortività in procreazione assistita è uno dei momenti più devastanti nella vita di una donna.

 

Dopo aver raggiunto il tanto desiderato traguardo della gravidanza, dover affrontare uno o più aborti è devastante per la donna, o la coppia, che si è sottoposta a un trattamento di procreazione assistita. Non si tratta solo dell’inversione economica ma bensì di quella emotiva. Speranze che svaniscono volta per volta.

 

Nell’articolo vedremo quali possono essere le cause della poliabortività e gli esami da effettuare per prevenirla.

 

1. Poliabortività in procreazione assistita quali possono essere le cause?

 

Nella società odierna la ricerca della gravidanza avviene in età sempre più avanzata. Tanto le donne come gli uomini cominciano a cercare una famiglia solo dopo aver realizzato altri obiettivi: gli studi, la carriera, il divertimento. Tutto si sposta nel tempo e tutto diventa molto più difficile. L’orologio biologico della donna fa comunque il suo corso e la quantità e qualità ovocitaria peggiorano con il passare del tempo.

 

Per quanto riguarda gli uomini, nonostante la loro capacità di concepire si protrae nel tempo, lo stile di vita, il fumo, lo stress, a volte la tipologia di lavoro, peggiorano la qualità degli spermatozoi.

 

La qualità dei gameti è una delle principali cause di poliabortività in procreazione assistita. Nel momento in cui avviene la fecondazione, gli embrioni vengono lasciati in coltura in laboratorio. La selezione naturale farà in modo che solo quelli più forti possano arrivare fino al 5º giorno di sviluppo contribuendo a percentuali di attecchimento molto alte. Una prima selezione avviene quindi in laboratorio.

 

Ma la qualità dei gameti continua a esprimersi anche dopo l’impianto. Perché l’embrione possa continuare a svilupparsi utero, è necessario che sia sano e forte e non presenti malformazioni cromosomiche date dalla qualità dei gameti.

 

L’embrione rappresenta il 70%  di possibilità di gravidanza.  Il 30% restante dipende da altri fattori che sono comunque molto importanti affinché la gravidanza arrivi a termine.

 

Fermo restando che la percentuale di aborto per qualsiasi donna in età inferiore ai 40 anni è intorno al 10-15%, nel momento in cui si hanno episodi di poliabortività è necessario effettuare i giusti controlli per poter scartare almeno alcune cause, estranee alla qualità degli embrioni.

 

2. Esami richiesti nei casi di poliabortività in procreazione assistita

 

Ci sono due principali tipologie di esami che devono essere effettuati per verificare le possibili cause di infertilità. 

 

    • Coagulazione del sangue.

 

Se la donna è affetta da qualche problema di coagulazione del sangue, la creazione di trombi può essere una causa di aborto. Uno studio più dettagliato della coagulazione sanguigna, tramite uno screening delle trombofilie, può rivelare la presenza di Mutazioni (per es. del gene MTHFR, della proteina S, Fattore V Leiden ecc.) che, se non vengono trattate con un anticoagulante specifico, possono far sì che si abbia un aborto nei primi mesi di gravidanza.

 

    • Isteroscopia e coltura endometriale.

 

È un altro degli esami che viene richiesto alla donna per poter scartare un’ulteriore causa di aborto. La struttura dell’utero, la presenza di aderenze, di polipi, di miomi, possono compromettere lo sviluppo del feto e causare uno o più aborti se la diagnosi non viene effettuata per tempo. La coltura endometriale aiuta a riscontrare eventuali infiammazioni all’interno del tessuto endometriale, che è la culla dell’embrione.

 

3. Quali esami deve effettuare l’uomo in questi casi?

 

    • Lo spermiogramma.

 

È l’esame principale. Grazie allo spermiogramma è possibile che alcuni valori siano nella norma: morfologia, volume, motilità, concentrazione. Ma non vengono evidenziati altri fattori che interessano la catena del DNA spermatico.

 

    • Test di frammentazione.

 

Viene effettuato per rilevare gli spermatozoi con alta percentuale di frammentazione della catena del DNA. Gli spermatozoi con catena frammentata possono fecondare, ma con il passare del tempo porteranno l’embrione a bloccarsi e quindi possono essere causa di aborto spontaneo. Nel caso in cui le percentuali di frammentazione risultassero elevate, verrebbero utilizzate delle tecniche di selezione spermatica. 

 

    • FISH TEST.

 

È un test che studia la percentuale di anomalie cromosomiche negli spermatozoi. Come sempre si parla di percentuali, non si hanno mai dei numeri assoluti, ma è importante per stabilire se bisogna sottoporre gli embrioni a Diagnosi Genetica Preimpianto e scartare gli embrioni aneuploidi, che presentano quindi delle anomalie. 

 

 

 

Se pensi  che questo articolo possa essere di aiuto, ti invito a condividerlo per aiutarmi a diffondere informazioni utili in materia di Procreazione Medicalmente Assistita. 

 

Seguimi su Instagram

Angela Arlotta

arlotta.angela@gmail.com

Sono specialista nell'Assistenza al Paziente. Questo Blog è il mio progetto più personale e visionario, da cui metto a disposizione di tutti i miei seguaci, con grande rigore scientifico, le mie conoscenze ed esperienze nell'assistenza a migliaia di pazienti di fertilità per oltre 12 anni. La mia missione è essere di aiuto pratico per i pazienti e anche un importante sostegno emotivo.

Nessun Commento
Lascia un commento:

×