Tiroidite di Hashimoto e fertilità: gravidanza e PMA
La tiroidite di Hashimoto è la più comune malattia autoimmune della tiroide e colpisce soprattutto le donne in età fertile.
Molte pazienti scoprono di esserne affette proprio durante gli accertamenti per difficoltà di concepimento o prima di iniziare un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
Ma qual è il legame tra tiroidite di Hashimoto, fertilità e gravidanza? E in che modo questa condizione può influenzare il successo dei trattamenti di PMA?
Comprendere questi aspetti permette di affrontare il percorso riproduttivo con maggiore consapevolezza e con un adeguato supporto medico.
Cos’è la Tiroidite di Hashimoto?
La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune in cui il sistema immunitario produce anticorpi diretti contro la tiroide, in particolare gli anticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e gli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-Tg).
Con il tempo, questa risposta immunitaria può compromettere la funzione della ghiandola, determinando un ipotiroidismo.
La tiroide svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo, ma anche nella salute riproduttiva femminile.
Per questo motivo, alterazioni della sua funzione possono avere conseguenze sulla fertilità e sull’andamento della gravidanza.
Tiroidite di Hashimoto e fertilità
La presenza di una disfunzione tiroidea può influire sulla fertilità attraverso diversi meccanismi.
Un ipotiroidismo non adeguatamente trattato può alterare l’ovulazione, rendere i cicli mestruali irregolari e ridurre le probabilità di concepimento.
Anche nelle donne con valori di TSH apparentemente normali, la presenza di autoanticorpi tiroidei è stata associata in alcuni studi a una maggiore difficoltà nel raggiungere una gravidanza e a un rischio più elevato di aborto spontaneo, anche se il rapporto causale è ancora oggetto di ricerca.
Per questo motivo, durante lo studio dell’infertilità viene spesso richiesto un controllo della funzionalità tiroidea, comprensivo di TSH, FT4 e, quando indicato, del dosaggio degli anticorpi tiroidei.
L’importanza della tiroide nei trattamenti di PMA
Prima di iniziare un percorso di fecondazione assistita è fondamentale valutare la salute della tiroide.
Durante la stimolazione ovarica, infatti, le variazioni ormonali possono modificare il fabbisogno di ormone tiroideo.
Se la funzione tiroidea non è ben controllata, ciò potrebbe influire negativamente sull’impianto embrionale e sull’evoluzione della gravidanza.
Le principali società scientifiche raccomandano di mantenere il TSH entro valori ottimali, generalmente inferiori a 2,5 mUI/L nelle donne che cercano una gravidanza o stanno affrontando un trattamento di PMA, soprattutto in presenza di ipotiroidismo.
Nella maggior parte dei casi, un’adeguata terapia con levotiroxina permette di raggiungere rapidamente questi obiettivi e di affrontare il percorso di PMA in condizioni di maggiore sicurezza.
Tiroidite di Hashimoto e gravidanza
Una volta ottenuta la gravidanza, la tiroide continua a svolgere un ruolo essenziale.
Nelle prime settimane di gestazione il feto dipende completamente dagli ormoni tiroidei materni per il corretto sviluppo neurologico.
Per questo motivo, nelle donne con Hashimoto è spesso necessario aumentare il dosaggio della terapia sostitutiva già nelle prime settimane di gravidanza, sempre sotto controllo dell’endocrinologo.
Una funzione tiroidea non adeguatamente controllata può essere associata a un aumento del rischio di:
- aborto spontaneo;
- parto pretermine;
- ipertensione gestazionale;
- alterazioni della crescita fetale;
- complicanze ostetriche.
È importante sottolineare che, con un monitoraggio regolare e una terapia correttamente personalizzata, la grande maggioranza delle donne con tiroidite di Hashimoto porta avanti una gravidanza normale e dà alla luce bambini sani.
Serve trattare gli anticorpi tiroidei?
Questa è una delle domande più frequenti tra le pazienti che affrontano la PMA.
Le evidenze scientifiche più recenti indicano che la semplice presenza di anticorpi anti-TPO, in assenza di alterazioni della funzione tiroidea, non giustifica automaticamente una terapia farmacologica.
La decisione deve essere sempre individualizzata, valutando il valore del TSH, la storia clinica della paziente e il tipo di trattamento di fertilità previsto.
Per questo motivo è fondamentale affidarsi a un team multidisciplinare composto da ginecologo, specialista della riproduzione ed endocrinologo, in grado di definire il percorso più appropriato.
Un approccio personalizzato migliora le possibilità di successo
Affrontare un percorso di PMA significa prendersi cura della salute riproduttiva in modo completo.
La valutazione della funzione tiroidea rappresenta uno degli aspetti più importanti della preparazione alla gravidanza.
La presenza della tiroidite di Hashimoto non significa che una gravidanza sia impossibile né che un trattamento di fecondazione assistita abbia minori probabilità di successo.
Nella maggior parte dei casi, una diagnosi precoce, controlli periodici e una terapia ben calibrata consentono di affrontare il percorso con ottime prospettive.
Se stai programmando una gravidanza o un trattamento di PMA e hai ricevuto una diagnosi di tiroidite di Hashimoto, confrontati con il tuo specialista.
Una gestione personalizzata della funzione tiroidea rappresenta un passo importante per ottimizzare le condizioni dell’organismo e affrontare il percorso riproduttivo con maggiore serenità e consapevolezza.
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