Ovaio policistico: sintomi, soluzioni e fertilità

ovaio policistico, sintomi e soluzioni

La sindrome dell’ovaio policistico colpisce oggi circa 200milioni di donne in tutto il mondo.

 

Una media di 8 donne su 10 in età fertile soffre di ovaio policistico, e nonostante ciò, non si è ancora arrivati a capirne la causa. Una delle principali conseguenze della sindrome da ovaio policistico è la difficoltà di raggiungere la gravidanza in modo naturale, per questo motivo, una volta diagnosticato il problema, molte pazienti ricorrono alla fecondazione assistita. 

 

Nell’articolo vedremo i principali sintomi dell’ovaio policistico e le soluzioni per diminuirne le conseguenze. 

 

1. Quali sono i principali sintomi dell’ovaio policistico?

 

La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo del sistema endocrino che causa un ingrossamento delle ovaie, dovuto all’accumulo di piccole cisti liquide in ciascun ovaio.

 

La diagnosi viene solitamente effettuata attraverso un’ecografia vaginale in cui si vedrà l’ingrossamento delle ovaie e la formazione di piccole cisti al loro interno, ma ci sono dei sintomi che sono propri dell’ovaio policistico:

 

    • Cicli mestruali irregolari in età riproduttiva o assenza della mestruazione, nei casi più gravi. Intervalli mestruali di oltre 35 giorni, assenza del ciclo mestruale per oltre 3 o 4 mesi

 

    • Aumento di peso od obesità

 

    • Livelli elevati di ormoni maschili (androgeni) che possono riflettersi con la presenza di segni fisici: pelle grassa, peluria in eccesso soprattutto nelle zone ormonali (sottomento e collo), acne…

 

2. Cosa bisogna fare in caso di diagnosi positiva?

 

Nonostante i disagi causati dalla malattia, molti medici tendono a sminuirne l’importanza, e spesso si limitano semplicemente a indicare l’assunzione del contraccettivo per cercare di alleviarne i sintomi.

La prima cosa da fare nel momento in cui si ha il sospetto di una sindrome da ovaio policistico, è approfondire la diagnosi.

I principali accorgimenti in questi casi sono:

 

    • Utilizzo della pillola contraccettiva, che può sicuramente ridurne i sintomi e può essere una soluzione nel momento in cui non si sta cercando una gravidanza.

 

    • Abitudini alimentari equilibrate che combattano l’alterazione delle percentuali di glucosio nel sangue, assumendo cibi a base di fibre ed evitando gli zuccheri

 

    • Evitare l’assunzione di alcool e caffeina che possono creare disturbi del sonno

 

    • Evitare di condurre una vita stressante

 

    • Evitare il fumo

 

    • Svolgere attività fisica regolare in modo da bruciare i grassi in eccesso e perdere peso. Con una perdita di massa corporea che si aggira intorno al 5-10% le donne con sindrome da ovaio policistico possono migliorare la frequenza dei loro cicli mestruali e diminuirne i sintomi

 

3. È possibile rimanere incinta naturalmente?

 

Rimanere incinta non è facile.  Per natura si ha solo un 35% di possibilità di rimanere incinta in età inferiore ai 30 anni e con cicli ovulatori regolari. Considerando ciò, le donne affette da sindrome da ovaio policistico, che hanno difficoltà a ovulare spontaneamente tutti i mesi, hanno meno possibilità di controllare l’ovulazione e mantenere relazioni sessuali nel periodo più indicato per poter avere una gravidanza. Pur non avendo problemi di riserva ovarica, possono soffrire di squilibri ormonali che alterano l’ovulazione. 

 

Nonostante ciò, con perseveranza e controlli adeguati, anche se in tempi più lunghi, le donne in età fertile hanno comunque buone possibilità di avere una gravidanza naturalmente.

 

4. Sindrome da ovaio policistico e trattamenti di PMA.

 

Il 20-25% delle donne che soffre di ovaio policistico si rivolge a una clinica di fertilità per cercare di raggiungere la gravidanza nel più breve tempo possibile. A seconda dell’età della donna sono vari i trattamenti che possono essere effettuati in questi casi.

 

Se si tratta di donne al di sotto dei 35 anni, il primo trattamento consigliato sono i rapporti sessuali mirati.

 

In questa tipologia di trattamento, il medico controlla il ciclo della paziente attraverso prelievi del sangue ed ecografie, consigliando di mantenere relazioni sessuali nel momento dell’ovulazione. 

 

Nelle donne al di sopra dei 35 anni e non oltre i 40 anni, i trattamenti consigliati sono l’Inseminazione artificiale o la Fecondazione in vitro, per poter raggiungere la gravidanza il prima possibile. Non bisogna infatti dimenticare che con l’età, tanto la quantità che la qualità ovocitaria diminuiscono, causando maggiori difficoltà per l’ottenimento della gravidanza.  Con il trattamento d’ Inseminazione artificiale o Fecondazione in vitro, la paziente viene stimolata e l’ovulazione viene provocata grazie alla somministrazione dell’ormone HCG.

 

5. Quali sono i rischi durante la gravidanza?

 

La gravidanza suppone un cambiamento molto importante per il corpo umano di una donna. Alcuni organi interni come l’intestino e lo stomaco,  vengono compressi dalla crescita dell’utero, aumenta la vascolarizzazione della circolazione sanguigna nello stomaco e nella vagina, si ha un aumento delle dimensioni e tensione delle mammelle, ecc.

 

Le donne con ovaio policistico, sono più soggette a soffrire di diabete gestazionale dovuto alla resistenza all’insulina.

 

Alcuni studi hanno dimostrato che le donne con ovaio policistico hanno un elevato rischio di aborto o parto prematuro e aumento rischio di pre-eclampsia.

 

 

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Angela Arlotta

arlotta.angela@gmail.com

Sono specialista nell'Assistenza al Paziente. Questo Blog è il mio progetto più personale e visionario, da cui metto a disposizione di tutti i miei seguaci, con grande rigore scientifico, le mie conoscenze ed esperienze nell'assistenza a migliaia di pazienti di fertilità per oltre 12 anni. La mia missione è essere di aiuto pratico per i pazienti e anche un importante sostegno emotivo.

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