Infertilità, non rinchiudersi in se stessi.

INFERTILITÀ, NON RINCHIUDERSI IN SE STESSI.

Spesso, quando abbiamo un problema tendiamo a rinchuiderci in noi stessi. L’ infertilità è uno di questi casi. Se ci riguarda personalmente ci isoliamo, lo affrontiamo nel nostro silenzio, decidiamo di non parlarne con nessuno. Molte volte riusciamo a superare i nostri problemi grazie alla nostra forza di volontà, ne veniamo fuori e ci sentiamo più forti e sicuri.

L’infertilità è un problema che non può essere risolto con il silenzio. La necessità di parlarne è implicita per la sua risoluzione. Ognuno di noi ha il proprio carattere e una maniera diversa di affrontare il proprio dolore, ma proprio perché si ha il bisogno di trovare una soluzione, l’informazione diventa essenziale al momento di prendere delle decisioni. Oggi, grazie a internet possiamo trovare la risposta a tutte le nostre domande, la rete abbonda di pagine che parlano di infertilità e Pocreazione Assistita: perché non ho un ciclo regolare? Perché non riesco a rimanere incinta? Cosa posso fare per migliorare la mia fertilità? Quando intraprendere un trattamento di Procreazione Assistita? Sono solo alcune delle domande che trovano risposta sulle varie pagine web.

Bisogna però fare molta attenzione, spesso infatti le risposte sono date da specialisti che, esperti del settore, mettono la loro esperienza e professionalità al servizio dei tanti utenti che cercano di risolvere i loro dubbi. Molte altre volte, invece, le risposte sono date da altri utenti che semplicemente raccontano la loro esperienza.

Ogni caso è una storia a sé…

Ed è qui che, come esperta di fertilità, voglio fare una premessa. È vero che molte volte le storie si ripetono, è vero che molte volte le diagnosi sono uguali, ma è altrettanto vero che ogni caso è una storia a sé. Gli esseri viventi sono composti da cellule che crescono e si sviluppano in modo diverso. Ogni corpo umano reagisce in modo diverso a stimoli, percezioni, fattori esterni.

Ho voluto fare questa premessa perché in Riproduzione assistita non possono essere fatti dei protocolli generalizzati, ogni persona ha il diritto di avere un protocollo personalizzato che si adegui al suo caso, al suo corpo.

Perché richiedere un protocollo personalizzato in caso di infertilità?

Lavorando alla ProcreaTec da ormai molti anni, mi sono spessa sentita dire: alla mia amica è stato dato questo farmaco, perché a me non è stato prescritto? La mia amica ha avuto trasferito 2 blastocisti perché io sto trasferendo due embrioni al terzo giorno di sviluppo embrionale? Perché io non ho avuto la possibilità di congelare embrioni?

È normale che ogni paziente voglia il meglio per il suo trattamento, e posso assicurare che anche per noi che ci occupiamo si seguire ogni caso in maniera personalizzata, è importante che ognuna di loro  riesca a realizzare il loro sogno di rimanere incinta. Purtoppo però non si possono standardizzare i trattamenti e i risultati. Spesso si creano dei luoghi comuni: effettuare un transfer allo stadio di blastocisti diventa quasi una garanzia per un risultato positivo; avere embrioni da congelare è sinonimo di aver effettuato un buon trattamento. Non sempre è così. Se è vero che un embrione allo stadio di bastocisti è un embrione più sviluppato e con più possibilità di attecchimento, è anche vero che trasferire due embrioni al terzo giorno da atrettante possibilità di impianto e avere una gravidanza.

La gravidanza è multifattoriale.

 

Come ben sappiamo, la gravidanza è multifattoriale: la qualità degli embrioni, le dimensioni dell’endometrio, la struttura dell’utero sono solo alcuni dei fattori che incidono nel momento in cui si effettua un trattamento di fertilità. Un utero in cui sono presenti dei polipi, ha sicuramente meno possibilità di portare avanti una gravidanza rispetto ad un utero che non presenta tale problema. In questo caso viene spesso indicato di intervenire tramite un’isteroscopia per asportare i polipi. Operazione che non è indicata nel caso in cui l’utero è perfettamente sano.

Pretendere uno studio personalizzato del nostro caso

Quello che con questo articolo ho voluto suggerire è che quando ci si rivolge a un Centro di PMA per effettuare un trattamento di fertilità, quello che bisogna pretendere dai medici che ci assistono, non è l’utilizzo di un protocollo standardizzato ma, con la consapevolezza che il nostro corpo è diverso da quello degli altri, bisogna richiedere che il nostro caso venga studiato singolarmente e attentamente per vedere quali farmaci e quali esami possono essere prescritti per darci le maggiori possibilità di raggiungere il nostro obiettivo.

Se anche tu credi i pazienti non devono essere trattati come numeri ma come persone, condividi quest’articolo e diffondine il contenuto.

Angela7919

arlotta.angela@gmail.com

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